Un commento della prof. ing. Donatella Mascia, vice coordinatore metropolitano di Genova del PDL


Mascia DonatellaNell’ambito del ruolo politico di vice coordinatore metropolitano di Genova per il Popolo della Libertà vorrei fare alcune considerazioni sulla situazione genovese, per quanto riguarda la mobilità.

Apprendo da Italia Oggi che il sindaco Vincenzi dichiara che, a seguito della “Manovra di Governo”, che taglia i finanziamenti agli Enti Locali sussistono difficoltà ad assicurare il servizio dei mezzi pubblici.

A tale proposito vorrei osservare che il sistema dei mezzi pubblici è fossilizzato su un mezzo di trasporto di antica concezione, non più in grado di soddisfare le mutate esigenze dell’utenza, ed anche i presunti ammodernamenti introdotti (filobus) o preventivati (corsia preferenziale Val Bisagno) dimostrano la totale assenza di strategie innovative.

A partire dagli anni ’60, dopo la costruzione della Sopraelevata, cui sono particolarmente affezionata perché progettata da mio padre, e cui anche la stragrande parte dei genovesi è legata affettivamente, nulla è stato più fatto, a meno dei modesti interventi di limitato interesse che riguardano la prosecuzione di Lungomare Canepa e della strada in sponda sinistra del Lungo-Bisagno.

Gli interventi infrastrutturali, per essere efficaci, debbono essere anticipatori delle future esigenze e non andare a rimorchio delle urgenze temporanee. Si pensi alla Genova-Serravalle, costruita negli anni ’20, quando i pochi mezzi pesanti allora circolanti erano rappresentati dagli autocarri da 5t, ed ancora in uso oggigiorno, con un traffico ininterrotto di Tir da 20 t/asse.

Per trovare soluzioni al problema della mobilità, che è strategico per il futuro e per lo sviluppo della città occorre quindi essere lungimiranti ed avere quell’apertura all’innovazione così rara da trovarsi nei nostri attuali amministratori.

Mentre Milano si sta attivando per realizzare i punti di rifornimento per le auto elettriche, Genova che cosa fa? Continua pervicacemente nel voler realizzare una linea metropolitana, già di vecchia concezione prima della sua nascita, che ha impiegato decenni per coprire una tratta di pochi chilometri, con “stazioni-monumento” tanto ravvicinate da non richiedere l’uso del metrò perché le distanze sono percorribili a piedi in pari tempo (Principe, San Giorgio, Sarzano, DeFerrari).

Quanto meglio potremo spendere i nostri denari!

Ma occorre pensare in grande, pensare ad un sistema che garantisca la mobilità diffusa su tutto il territorio, minimizzando i tempi di attesa attraverso l’uso di un numero maggiore di veicoli di più limitata capienza, che percorrano vie riservate sopraelevate, senza interferenza alcuna con altri mezzi. Questo sistema, variamente denominato “trasporto leggero” o “trasporto rapido personale” può avere quelle auspicate caratteristiche che lo rendono preferibile al mezzo privato.

Con quali risorse, si dirà? Ebbene, nel regolamento del nuovo codice degli appalti, una intera sezione è dedicata alla “Finanza di progetto” , che, come sappiamo significa impiegare risorse private per fornire servizi pubblici.

Prof. Ing. Donatella Mascia

Vice coordinatore metropolitano

Popolo delle Libertà

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter