Lettera aperta di Matteo Campora sull'assegnazione dell'ex mercato del pesce al centro sociale buridda


Matteo CamporaLETTERA APERTA DEL CAPOGRUPPO DEL PDL IN CONSIGLIO COMUNALE MATTEO CAMPORA SULL’ASSEGNAZIONE DELL’EX MERCATO DEL PESCE AL CENTRO SOCIALE BURIDDA: “DECISIONE PRESA DALLA GIUNTA SENZA CONSULTARE NESSUNO, IN BARBA A TUTTE LE ASSOCIAZIONI ANCORA SENZA SEDE”

Il capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, l’Avv. Matteo Campora, interviene con una lettera aperta a proposito della decisione da parte del Comune di Genova di assegnare l’ex mercato del pesce di Piazza Cavour a un centro sociale. Di seguito, le sue riflessioni.

IL BURIDDA, IL COMUNE DI GENOVA E LA LEGGE DELLA GIUNGLA

“Il Comune di Genova si appresta a consegnare l’edificio che ospita il mercato del pesce, monumento razionalista del ’33, al Centro Sociale Buridda che, come noto, occupa abusivamente, ormai da tempo immemore, l’edificio di Via Bertani, già sede della Facoltà di Economia e Commercio. L’assegnazione dell’immobile è avvenuta tramite una delibera di giunta, approvata nel luglio scorso, senza gare, bandi o concorsi di idee, e senza neppure chiedere alla città e al consiglio comunale! Ebbene in tutta sincerità mi ha sorpreso l’arroganza con cui è stata presa tale decisione, e mi è venuto subito a mente come da una parte la Civica Amministrazione ogni giorno carica i suoi cittadini e le attività produttive di sempre nuovi balzelli, lamentando la scarsità di risorse, mentre dall’altra parte regala un edificio di grande valore a chi della legge se ne frega, senza coinvolgere nella decisione i cittadini, ma neppure le imprese e i commercianti che, ahimè, vengono chiamati solo quando ci sono da aprire i cordoni della borsa.

Ma la decisione della giunta è soprattutto uno schiaffo alle molte associazioni (terzo settore, sport etc.) che, giorno dopo giorno, con fatica portano avanti le loro attività nei binari della legalità, e quando necessitano di una sede compilano la loro bella domandina, pagano i bolli e, se sono fortunate, ricevono una stanza fatiscente di pochi mq ed ovviamente pagano un affitto. Una domanda mi sorge spontanea. Per quale strano motivo un’associazione, per ottenere un piccolo locale, deve partecipare ad un bando, presentare un progetto e invece i ragazzi del Buridda possono avere un prestigioso edificio situato in una delle aree più pregiate a canone c.d. sociale, senza neppure partecipare alle spese di manutenzione straordinaria per la messa a norma (si dice circa € 250.000,00 e poi il Sindaco dice che ci sono poche palanche!) e con un canone locatizio abbattuto del 90%!!

Per quale motivo chi ha occupato ed occupa illegalmente immobili dei cittadini genovesi viene premiato mentre tutte la altre associazioni devono arrangiarsi? Per quale strano motivo, ai c.d. centri sociali, tutto è permesso, quale è il concetto di legalità che spinge il Comune di Genova a premiare chi va contro ogni regola? Semplice, la legge del più forte o meglio la legge della giungla, proprio quella legge che i ragazzi del Buridda vorrebbero combattere, ma solo a parole, ma poi quando c’è da prendere una bella sede non si guarda in faccia nessuno!

Lungi da me negare ai ragazzi dei centri sociali spazi dove esprimere le loro idee, ma auspico almeno una parità di trattamento con le altre realtà associative, ma pure con quei cittadini genovesi che aspettano una casa da anni e non occupano! Pari dignità per tutti! E allora cara Sindaco e cara Giunta, ripensate alla decisione assunta, apriamo un confronto con la città, sentiamo chi vive nella zona per capire quale possa essere la destinazione di un edificio così pregiato ed ampio, ma soprattutto non si premi chi fino a ieri ha occupato abusivamente gli immobili dei cittadini genovesi “a gratis”, in spregio ad ogni legge e causando un grave danno patrimoniale alla città”.

Matteo Campora

Consigliere Comunale

CapoGruppo PDL

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