Le professioni e il loro futuro: lettera aperta del vice-coordinatore metropolitano del PDL Donatella Mascìa


Mascia DonatellaLETTERA APERTA DEL VICE-COORDINATORE METROPOLITANO DEL PDL DONATELLA MASCÌA SUL TEMA DELLE PROFESSIONI E DEL LORO FUTURO, SPECIALMENTE QUELLA DELL’INGEGNERE: “RIVEDERE LE NORME SUGLI APPALTI, RIPRISTINARE I MINIMI TARIFFARI, RIFORMARE GLI ORDINI PROFESSIONALI”

Sul tema delle Professioni e del loro futuro – in particolare quella dell’Ingegnere – interviene con una lettera aperta la Prof. Ing. Donatella Mascìa (nella foto), vice-coordinatore metropolitano del Popolo della Libertà. Ecco la sua riflessione.

“Nel corso della mia più che trentennale vita professionale ed accademica ho vissuto le grandi trasformazioni che hanno “travolto” il mondo dell’ingegneria. Se l’era del computer ha modificato in modo sostanziale gli strumenti della professione, richiedendo nuove conoscenze ed una rapida capacità di adeguamento alle tecnologie innovative, la legislazione sugli appalti ha determinato un ancora più radicale e traumatico mutamento della realtà professionale. Alla figura del “libero professionista” singolo, autonomo, eclettico, si sostituiscono le società di ingegneria, vere e proprie strutture organizzate, con competenze esperte diversificate, in grado di fornire “servizi integrati”.

Cambiamento non certo indolore:

Decade la figura professionale dell’ingegnere, o architetto, la cui immagine è direttamente collegata alla capacità acquisita sul campo, e la cui notorietà gli procura incarichi “fiduciari”, dati proprio a lui… perché è capace, nel pieno rispetto del codice deontologico che vieta categoricamente di farsi pubblicità.

Nasce la “struttura integrata” costituita da un insieme di soggetti, che non ha più una identificazione precisa perché può riempirsi e svuotarsi di uomini… e donne, pur sotto un nome simbolo che la identifica.

Il passaggio cruciale diventa l’affidamento di un incarico di per sé “fiduciario” ad un’entità societaria. Ecco quindi nascere le gare e la necessità di farsi pubblicità.

Gli incarichi professionali per le opere pubbliche passano sotto il meccanismo della gara, gara che riguarda la prestazione intellettuale: non un oggetto tangibile, ma un servizio da svolgere, quindi un’attività “in fieri” che viene assegnata sulla base di fattori soggettivi, che si pretende di oggettivare.

Ma la trasformazione più sofferta si manifesta quando decadono i minimi tariffari; gli Ordini Professionali, chiamati fin dalla loro nascita, a sorvegliare che non si perpetri la concorrenza sleale, devono assistere impotenti al decadimento totale del decoro professionale dove le gare al massimo ribasso portano a sconti selvaggi, fino al paradosso del 100%, come scotto da pagare per aggiornare il curriculum! (Conseguenza della politica “antitrust” dell’on. Amato, concretizzatasi grazie all’intervento attivo dell’allora ministro Bersani).

Da ciò è nato e si è sviluppato il crescente depauperamento della prestazione intellettuale, dove non c’è spiraglio per i giovani laureati cui non si può garantire uno stipendio decoroso, perché le strutture organizzative, le attrezzature, i software, gli aggiornamenti, gli studi delle nuove normative costano…, costano molto di più di quello che l’attività può rendere.

Che fare? Il rimedio deve passare attraverso la revisione delle normative sugli appalti, il ripristino dei minimi tariffari, la revisione del ruolo da assegnare agli Ordini professionali”.

INFORMAZIONI

Prof. Ing. Donatella Mascia

Tel. 010 5761752

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