Moni Ovadia e i “Canti dell’esilio del popolo ebraico”


 

Ovadia

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Come ogni anno, l’estate levantese è scandita da appuntamenti di grande richiamo per gli appassionati di musica classica. Debutterà infatti il 15 luglio la XX edizione del festival dedicato a Massimo Amfiteatrof, definito dalla critica internazionale il “Caruso dei violoncellisti”, che trascorse l’adolescenza nella cittadina ligure, mantenendo con essa uno stretto rapporto affettivo fino alla morte, che qui lo colse nel 1990.
Nato il 27 febbraio 1907 a Parigi dal letterato Aleksandr Valentinovi? e dall’attrice e cantante Ilarija Vladimirovna, Massimo Amfiteatrof emigrò in Italia con i genitori e i fratelli Vladimir, Roman e Danil, a sua volta celebre musicista, allo scoppio della Rivoluzione russa.

Dopo aver vissuto per un periodo a Cavi di Lavagna, Amfiteatrof si stabilì a Levanto con la sua famiglia, dove si narra che, a soli 17 anni, fu chiamato da Arturo Toscanini a ricoprire il ruolo di primo violoncello solista presso il Teatro alla Scala.


Da segnalare la presenza, prevista per l’ 11 agosto a Villa Agnelli, del celebre artista poliedrico Moni Ovadia, che in sede del festival presenterà uno spettacolo dal titolo “Canti dell’esilio del popolo ebraico”, in collaborazione con i musicisti Fiore Benigni, organetto, e Paolo Rocca, clarinetto, accompagnati dalla splendida voce di Lee Colbert.

A chiudere la manifestazione, in un virtuale percorso circolare che si concluderà nuovamente a Sant’Andrea il 27 Agosto, sarà la violinista russa Elena Denisova, che eseguirà in solo un repertorio di brani che viaggeranno dalla “Sonata in sol minore” di Bach al “Recitativo e scherzo” di Kreisler, che suggellerà il Festival in un “tumultuoso e pirotecnico tripudio di note”.