Che fine ha fatto Betty Boop? al Teatro Garage


Venerdì 1 aprile ore 21 al Teatro Garage (via paggi 43/b) debutta in prima nazionale con replica sabato 2 aprile sempre alle 21 Che fine ha fatto Betty Boop ? Uno spettacolo molto divertente interpretato da Anna Giarrocco e Andrea Benfante del Teatrino di Bisanzio che tra sketch, canzoni dal vivo danze racconta al pubblico la vera storia di Betty Boop.

che fine ha fatto

Chi non conosce Betty Boop? Questa brunetta dai grandi occhioni e dalle vesti succinte è entrata ormai da tempo nell’immaginario collettivo come primo sex symbol dei cartoni animati e come icona universalmente riconosciuta nella nostra epoca alla stregua di Marilyn Monroe. Ma, se vogliamo essere sinceri, chi conosce la vera storia di Betty Boop? La sua nascita (1930) – sotto forma di donna/cane! (Dizzy Dishes) in compagnia del cane uomo Bimbo – ad opera dei fratelli Max e Dave Fleischer, antagonisti di W. Disney, la sua crescente popolarità e infine il suo declino, causato della censura americana (codice Hays 1934), che l’ha trasformata da una provocante e ingenua Lolita ante litteram, con il vestitino nero succinto e giarrettiera in vista, a una casalinga castigata quanto abbottonata e scialba, una parabola durata solo una decina d’anni, nel corso degli anni ’30.
Lo spettacolo tragicomico e grottesco con canzoni dal vivo racconta la vera storia di questa icona, entrata nell’immaginario collettivo in varie forme attraverso il disegno d’animazione per le generazioni del passato e come gagets su oggetti quotidiani e accessori per quelle più giovani.
Sarà la stessa Betty Boop interpretata dalla cantante e attrice Anna Giarrocco accompagnata da Koko il clown interpretato da Andrea Benfante, altro personaggio nato dalla fantasia di Max Fleisher, a raccontare e rivivere la sua storia, rievocata dalle sue canzoni, dai suoi corti e dal suo perverso amore con il cane/uomo Bimbo. Rinchiusi dentro lo studio dello stesso Fleisher, sopra una scrivania con tanto di calamaio ( il palcoscenico diventerà una grossa scrivania), i due protagonisti condurranno il pubblico in un’atmosfera magica, noir, surreale, comica e tragica fino all’assurdo, tra sketch, danze, oggetti inanimati che prendono vita, tracciando parallelamente una sorta di storia leggendaria di Hollywood e riecheggiando come un’eco i suoi personaggi più rappresentativi. Con un pizzico di “Viale del tramonto”, passando tra nomi di Star Hollywoodiane bruciate dalla popolarità – tra cui la Olive Thomas e Fatty Arbuckle – e di vecchio Musical americano tra Cab Calloway, Mae West e il giovane Louis Armstrong, saranno proprio la canzoni che faranno da ponte a questa sorta di storia e di connubio tra cartone animato e cinema, canzoni celeberrime tra cui “Ain’t Cha?” e “I wanna be loved by you” con il suo motto ormai mitico “Boop-oop-a-doop”, resa immortale da Marilyn Monroe, quasi qual fosse un passaggio di testimone.

Sinossi.
È il 1960. Betty Boop e Koko il Clown, un tempo stelle del cinema d’animazione durante gli anni ’30, si trovano rinchiusi all’interno dello studio del loro creatore Max Fleischer da vent’anni. Sopra ad una scrivania, con tanto di calamaio d’inchiostro, gomma da cancellare e barattolo di pennelli il tutto a loro misura, sono stati letteralmente “scaricati” dagli Studios cinematografici della Paramount dopo il crescente declino dei loro cartoni animati, impoveriti a causa della censura sopravvenuta tramite il Codice Hays nel 1934. Koko il Clown cerca di annegare i propri fallimenti nella droga, ma non abbandona comunque l’idea riappropriarsi del successo a qualunque costo. Betty Boop dal canto suo rimpiange l’amore per il suo amante a quattro zampe Bimbo e aspetta che qualcuno possa tornare a chiederle di lavorare. Finalmente la porta dello studio si apre: sono giornalisti che hanno avuto la soffiata di un possibile ritorno televisivo della coppia. Vogliono lo scoop, vogliono intervistare le due stelle rinnegate da un ventennio. Così Ko-Ko e Betty inscenano per i giornalisti la loro storia, i loro numeri, le loro gag e le loro canzoni… fino ad arrivare ad un tragico epilogo…
Info sula compagnia: Il Teatrino di Bisanzio nasce ufficialmente nel 2014 dalla coppia Andrea Benfante (attore e regista) Anna Giarrocco (cantante e attrice.) in realtà Benfante dal 2000 sotto nome di Bisanzio e Contorni aveva allestito il primo lavoro teatrale Blasone & Bombetta – vita di Totò, a cui seguirono altri spettacoli tra questi Lingue in movimento sotto l’etichetta di TeatrOvunque di Antonio Carletti. Da ricordare tra gli ultimi lavori recenti della coppia Benfante e Giarocco ricordiamo Stanlio & Olio un mondo di allegria!
La linea poetica del teatrino di Bisanzio è un teatro dal linguaggio evocativo che rimanda a epoche passate e lontane, una sorta di teatrino chiuso dentro un armadio polveroso che una volta aperto torna alla luce e rispende dei raggi del nostro tempo.
Spettacolo in abbonamento
Ingresso € 12 intero ; ridotto € 9
LE PREVENDITE SI EFFETTUANO PRESSO UFFICIO TEATRO GARAGE via Casoni 5-3-B Genova da lunedì a giovedì ore 15,00 -18,00 info e prenotazioni tel 010 51147 -010 8994976
La compagnia terrà una presentazione al pubblico dello spettacolo mercoledì 30 marzo alle 17,30 presso Museo Biblioteca dell’Attore

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter