Malamovida: un caso che crea un precedenteIntervista a Santo Durelli
14-01-2023

Davide contro Golia

Malamovida e inquinamento acustico a livelli talmente elevati da non poter più riposare nella propria casa.
Un gruppo di cittadini ottiene una condanna a carico del Comune di Torino che viene condannato a fare quanto necessario per far cessare le molestie ed a risarcire loro i danni.
E' successo a Torino ma il caso ha creato un precedente che potrebbe dare più voce ovunque siano presenti condizioni di disturbo simili.

 

Cosa è successo

Cittadini esasperati dalle immissioni moleste, acustiche ma non solo, che la cosiddetta malamovida genera, non avendo ottenuto risultati presentando esposti ai vari enti, hanno richiesto che il Comune venisse condannato a fare quanto necessario per far cessare le molestie ed a risarcire loro i danni.
Questo il caso affrontato e deciso dalla Corte di Appello di Torino con una interessante recente sentenza del 13/10/2022

Ebbene la Corte ha condannato il Comune a far cessare le immissioni superiori alla normale tollerabilità, concedendogli sei mesi di tempo per provvedere e disponendo una penale di 10,00 euro per ogni giorno di ritardo a favore di ciascuno dei disturbati che hanno agito in giudizio, oltre che accordare un risarcimento dei danni non patrimoniali (per il pregiudizio alla qualità della vita, alla serenità dell’abitazione).
Molti sono gli spunti di riflessione che la sentenza offre, ma il fatto più interessante è che contiene un principio che potrà essere applicato in situazioni analoghe (e sono molte sull’intero territorio italiano)

 

La difesa del Comune

Il Comune di Torino si è difeso sostenendo che l’incremento del numero dei locali concentrati in zone della città è stata una conseguenza della liberalizzazione del Decreto Bersani, per cui il Comune può imporre restrizioni solo se giustificate da superiori esigenze e nei limiti di proporzionalità ed adeguatezza. Ed entro questi limiti, è stata la sua difesa, aveva già provveduto riducendo orari di apertura e chiusura, disciplinando modalità di somministrazione delle bevande, disponendo controlli di ARPA ed altre misure ancora. Altro non poteva fare e nessun addebito di colpa poteva essergli mosso.

 

La sentenza della Corte d'Appello

La Corte di appello ha però disatteso la difesa del Comune con una argomentazione ineccepibile ed illuminante dei principi che regolano il rapporto tra il Giudice ordinario e la Pubblica amministrazione.

La Pubblica amministrazione, si legge nella sentenza, per il solo fatto di essere proprietaria della strada dove si tengono questi fenomeni, è tenuta, in forza dell’art. 844 del Codice Civile a far cessare le immissioni intollerabili, e ciò a prescindere da qualsiasi profilo di colpa e dalle ragioni per le quali esse si verificano. E, se non vi provvede autonomamente, il Giudice ordinario può emettere una sentenza di condanna a provvedervi.

Va però rilevato che, data la complessità della situazione, una condanna nei confronti di un Comune con indicazione degli specifici rimedi da adottare per ricondurre le immissioni di un fenomeno così esteso nel limite della tollerabilità è in concreto difficilmente configurabile.
Bisogna tener conto che spetta (soltanto) alla Pubblica amministrazione il governo del territorio e per questa finalità (soltanto) essa ha il potere discrezionale di utilizzare le risorse pubbliche. Il Giudice ordinario non può interferire più di tanto nella sfera rimessa alla discrezionalità amministrativa.
Esemplificando, il Giudice ordinario non potrebbe disporre la riduzione degli orari degli esercizi di una intera zona ovvero di dislocare agenti della Polizia locale ad attività di controllo.

In altre parole, la Pubblica amministrazione ha il dovere di evitare o far cessare fenomeni o comportamenti che avvengono sul suo territorio lesivi dei diritti fondamentali dei cittadini, quali il diritto alla salute e alla qualità della vita, ma mantiene il potere di individuare il modo con cui accordare questa tutela.

Per tali considerazioni, la Corte torinese ha emesso una condanna nei confronti del Comune a far cessare le immissioni rumorose superiori alla normale tollerabilità nelle ore serali e notturne nelle quali la violazione è stata denunciata e constatata, dandogli sei mesi di tempo per organizzare, in sua discrezione, mezzi e risorse a tal fine necessari.

La sentenza ha stabilito che verrà fatta una verifica alla fine del periodo di tempo concesso, con misure del livello sonoro delle immissioni per accertare il rientro delle stesse nel limite del tollerabile.

La sentenza ha altresì fissato una penale a carico dell’Amministrazione per ogni giorno di ritardo (rispetto ai sei mesi concessi) nel raggiungimento dell’obiettivo della riduzione della rumorosità, come si è detto pari a dieci euro al giorno per ciascuno dei cittadini che hanno promosso la causa.

Il che – è da prevedersi – costituirà un mezzo di coercizione di fondamentale importanza.

La Corte ha altresì condannato il Comune al risarcimento dei danni, ma questo sarà semmai argomento di un prossimo articolo.

 

Una riflessione

La sentenza è importante perché potrebbe infondere nei cittadini maggiore fiducia nell’intraprendere azioni giudiziali a tutela dei loro diritti, certamente impegnative e dall’esito mai scontato, ma le sole che in questa fase storica – salvo eccezioni - paiono gli unici strumenti efficaci a loro disposizione per far fronte a questo grave problema.

 

Avv. Santo Durelli

www.avvocatodurelli.it

Per approfondimenti sull’argomento rimandiamo a precedenti articoli dell'avvocato Durelli reperibili ai link

http://www.avvocatodurelli.it/wp-content/uploads/2022/12/Problema-malamovida-breve-commento-su-due-recenti-sentenze-tra-loro-contrastanti.pdf

nonchè

http://www.avvocatodurelli.it/wp-content/uploads/2021/03/Ambiente_SantoDurelli_Articolo2.pdf

 

MICHELA RESI

Ho iniziato a cantare a 19 anni, sono stata una delle voci di "Non è la Rai" di Gianni Boncompagni, il mio soprannome era "Speedy" per la velocità nell'apprendere canzoni nuove. Successivamente sono stata corista di Marco Masini e Jenny B. Dopo aver girato l'Europa come cantante mi sono fermata a Bogliasco.

Vivevo già a Genova quando ho partecipato a “We three plus friends”, l'ultimo disco di Bobby Durham, batterista di Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald.

Dal 2013 sono conduttrice di Zenazone, realizzo video e interviste in team con Davide Romanini con cui ho realizzato anche oltre 130 video itinerari turistici in tutta Italia col format Eats&Travels.

 

DAVIDE ROMANINI

Nato nel 1969 a Genova, ingegnere, uno dei due soci di Zenazone e co-fondatore di Zenazone.it
Autore di oltre 200 video itinerari turistici in tutta Italia con il format Eats&Travels
Videomaker Ambassador Traipler
Oltre 1.000 fotografie nello stock photography
Realizza Virtual Tour per qualsiasi struttura (per informazioni e per creare un virtual tour nella tua struttura)
Realizza strategie di Web Marketing e Video Web Marketing

 

ARTICOLI CORRELATI

Class Action, le novità del 2021
01-08-2021
Inquinamento acustico: tre sentenze che hanno condannato un Comune al risarcimento
27-10-2017
Rumore da traffico stradale - Che fare quando viene costruita una nuova strada vicino a casa?
06-05-2017
Traffico stradale: le possibili tutele del cittadino per difendersi dal rumore
27-03-2017
Il vicino ti disturba? talvolta non è colpa sua ... scopriamo i requisiti di isolamento dei caseggiati
30-09-2016
Rumore, risarcimento del danno - Il caso del rumore ferroviario e del rumore autostradale
11-08-2016
Non è sempre movida: si può conciliare il divertimento con la tranquillità?
03-08-2016
Rumore, come difendersi? la tutela privatistica e quella pubblicistica
31-07-2016
Domanda all'Avvocato - quindicesima puntata
29-02-2016
Domanda all'Avvocato - quattordicesima puntata
28-02-2016
    
AUTORIZZAZIONE


    
Questo sito fa uso di cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso; utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per analizzare i comportamenti dei visitatori. Si può conoscere i dettagli consultando le nostre Cookie Policy e Privacy Policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie e tutto quanto scritto nel documento; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.
CONSULTA    ACCETTO